GUIDA PRATICA ALLA MICOLOGIA AFFETTIVA

Identificare il Fungus Narcisisticus

Dopo anni passati a cercare di “ispirare” la crescita di un organismo che, per natura, sa solo parassitare, ho deciso di appendere il cuore al chiodo e prendere il microscopio. Se pensate di vivere una favola, fate attenzione: nel sottobosco delle relazioni, i colori più brillanti sono spesso segnali di tossicità. In micologia è una regola base. In amore, purtroppo, si impara dopo. Io ne ho incontrato un esemplare. Ora non lo racconto: lo catalogo.

Morfologia dell’Esemplare

Il Fungus Narcisisticus si presenta, nelle fasi iniziali, con una livrea scintillante. È attraente, seducente, perfettamente mimetico. Riflette la vostra luce con abilità chirurgica, così bene da farvi credere che finalmente qualcuno vi “vede”. Vi inonda di attenzioni e, ironia della sorte, nel mio caso, anche di video e articoli sul narcisismo… degli altri. Serve a depistarvi: mentre imparate a riconoscere i funghi velenosi nel bosco, state già tenendo in mano quello sbagliato. Questa è la fase dell’illusione. Quella in cui vi convince che, se solo saprete “trovare la chiave”, “non essere aggressive”, “egoiste”, “ispirarlo abbastanza”, allora sì: arriverà l’idillio eterno. Non è amore. È un’esca biologica.

Sintomi dell’Intossicazione

L’avvelenamento non è immediato, ed è questo il problema. Il veleno agisce sulla percezione. Iniziate a sentirvi “egoiste”, “aggressive” ogni volta che provate a dire che esistete. Ogni bisogno diventa una colpa. Ogni confine, un difetto di carattere. Non siete cambiate voi. Siete intossicate. È il gaslighting micologico: il fungo vi convince che l’aria che respirate è pesante per colpa vostra. Dubiterete della memoria, delle parole dette, perfino delle emozioni provate. E lui, intanto, si nutre.

La Fase del Rigetto Violento

Ogni organismo sano, prima o poi, tenta di espellere il veleno. Ma questa specie non accetta di essere scartata. Il rigetto non è mai silenzioso: avviene con strappi, rabbia, gesti sproporzionati. A volte con mani addosso. A volte con abbandoni notturni in luoghi pericolosi. Sempre con una punizione esemplare per chi ha osato mettere un limite. È il momento in cui il parassita perde il controllo e mostra la sua vera natura.

L’Indifferenza del Sottobosco

Dopo il danno, dal Fungus Narcisisticus non aspettatevi empatia. Questo fungo non prova rimorso: produce spore. La sua indifferenza non è un messaggio per voi, è semplicemente ciò che è. Una volta consumato il terreno, si sposta altrove. L’ultimo contatto, se arriva, è spesso un capolavoro di cinismo: vi spiegherà che “sparire è l’unico modo per aiutarvi”. Traduzione: me ne vado facendo la vittima, così non devo rispondere di niente.

Conclusione della Micologa

Non parlo di lui. Parlo della specie intera.

Catalogare questi organismi non è vendetta, è prevenzione. Espongo questo reperto come si espone la foto di un fungo velenoso in un manuale di micologia: per avvisare chi passa dopo. Non raccogliete questi esemplari. Non provate a cucinarli. Non provate a capirli. Non provate a ispirarli. Fotografateli mentalmente, dategli un nome e lasciateli lì, a marcire nella loro tossicità. La vostra unica “colpa”? Aver avuto fame d’amore in un bosco pieno di parassiti. Io chiudo il cerchio così: non con un bacio, ma con una descrizione scientifica.

Fungus Narcisisticus

Specie: VELENOSA

Trattamento: Distanza assoluta. Contatto zero. Nessuna discussione.

Il microscopio resta. Il cuore, finalmente, respira.

Con affetto

Dott.ssa Moriconi Elena

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